Anche le banconote cambiano e vengono fatte evolvere, in tutte le valute, ma in modo particolare è l’euro che naturalmente utilizzato da svariate nazioni come moneta unica nazionale, con lo spettro del denaro falso, ovvero contraffatto che è sempre molto particolarmente seguito e controllato, in quanto è un problema condiviso.
Quella tra lo stato che emette il denaro in banconote ed i falsari è una sorta di battaglia che prosegue dalla prima diffusione della carta moneta e che solo con la diffusione del denaro digitale è divenuta meno fondamentale ma comunque molto importante, essendo impossibile non impiegare il denaro contante, ancora oggi.
Il denaro recente ed aggiornato dispone di vari elementi in grado di essere impiegati per riconoscere immediatamente alcuni aspetti, comprendendo quindi quale è il denaro effettivamente autentico rispetto a quello contraffatto, attraverso alcune linee guida messe a disposizione da parte della Banca Centrale Europea e diffuse anche dai singoli stati.
La contraffazione: problema antico e moderno
Se il concetto di banconota, ovvero una forma di documento privo di valore materiale effettivo esiste da oltre un millennio, le banconote intese come quelle che possiamo concepire oggi sono un’invenzione adattata in tempi molto più recenti ed uno dei motivi è legato proprio alla contraffazione ovvero la replicazione non autorizzata, in questo caso di denaro.
E’ come detto una sorta di “guerra” che non termina mai, con gli stati che si ingegnano nello sviluppare metodi sempre più avanzati per evitare una facile replicazione, impiegando materiali e tecniche sempre più specifici, dall’altra parte i falsari fanno esattamente lo stesso, in una opera di continua raffinazione tra le parti.
L’euro è una valuta impiegata da oltre 330 milioni di persone, ed è per questo sicuramente molto tenuta sotto controllo ma anche naturalmente falsificata con una certa frequenza, in quello che è divenuto un vero e proprio businiess e le banconote false sono in aumento, calcolando solo quelle del 2024 si tratta di oltre 550 mila banconote, quasi il 20 % sviluppate in Italia.
Riconoscere il denaro falso
In particolare sono le banconote “medie ” nel valore ad essere più falsificate perchè sono quelle meno soggette ad essere controllate. Sia la prima che la seconda serie dell’euro presenta infatti vari elementi costituiti in materiali particolari per una riconoscibilità rapida, che evidenzia delle zone che non sono ancora totalmente in grado di essere falsificate.
Il primo test è visivo, e può essere completato in relativamente pochi istanti portando l’esemplare, ovvero la banconota in situazione di controluce: ben presenti e visibili alla luce devono essere il filo di sicurezza con il valore riportato della banconota, la filigrana che si trova sul lato, sulla parte chiara della banconota, che deve presentare la stessa raffigurazione architettonica dell’esemplare.
Sull’altro lato deve essere presente la placchetta olografica che cambia tonalità e colore con il movimento della banconota ma anche l’asticella che deve presentare una corretta presenta olografica, molto simile a quella della placchetta, questa deve presentare il valore scritto corrispondente alla banconota in questione, quindi attenzione particolare in questi dettagli.
Altre cose da controllare
Per concludere l’analisi bisogna verificare la figura presente sul lato destro della banconota che sempre in controluce deve recare un profilo femminile, il ritratto di Europa, mentre i numeri sugli angoli devono costituire un effetto luce. I dettagli delle banconote autentiche sono costituite da microiscrizioni che con una buona vista sono ben distinti e non sfocati.
Importante anche valutare la banconota al tatto, in quanto tutti i dettagli dal colore diverso devono presentare una sensazione diversa al tocco, che sia ben distinguibile anche senza guardare la banconota. Le banconote europee inoltre possono essere sottoposte a luce ultravioletta, quelle autentiche non devono presentare un aspetto fluorescente, altrimenti sono false.
Infine controllare il suono, il tipico elemento distintivo può essere considerato fattibile colpendo con un dito in maniera rapida e secca un lato della banconota, che non deve presentare un suono “plasticoso” troppo rigido ma neanche uno eccessivamente morbido e poco elastico. Questa caratteristica identifica come una “via di mezzo” quella autentica con un suono secco.
Cosa fare in caso di banconote false
Spenderle è ovviamente reato, il consiglio più lecito è recarsi e porgerle presso gli impiegati alla filiale della Banca d’Italia più accessibile così da ottenere una forma di ispezione accurata ed eventualmente anche un cambio di denaro, se quello contraffatto non risulta essere sospetto e collegato in qualche modo all’individuo che l’ha portato in filiale.
Come detto, il problema delle banconote false è tutt’altro che arginato, anzi rispetto a pochi anni fa la quantità è in aumento, in particolare in Italia, anche per questo motivo la responsabilizzazione dei cittadini, unita ad una diffusione maggiore del denaro elettronico viene considerata come qualcosa di assolutamente fondamentale per contrastare la contraffazione.