Molto più di un comune standard ma un simbolo di bellezza e benessere, la pancia piatta sviluppa una evidenza piuttosto standardizzata che provoca un distrubo anche a carattere sociale. Non avere la pancia piatta è infatti un problema che può impattare anche sulla fiducia e sulla sicurezza in noi stessi.
Naturalmente la dieta impatta in maniera decisiva su questo contesto ma non è l’unico concetto e contesto da seguire in modo specifico e dogmatico, questo indica infatti solo una parte della risoluzione di un problema che ha varie connotazioni. E’ banale ma definire una causa più diversificata della pancia prominente è anche necessario per scoprire come fare per ottenere una pancia piatta.
Alcuni consigli sono naturalmente legati ad uno standard di vita sufficientemente attivo e non possono, non devono essere ignorati. Per sentirsi leggeri ma anche percepirsi come in salute, la pancia piatta evidenzia un obiettivo vero e proprio che però deve essere raggiunto in un contesto generalizzato, e non solo legato all’estetica.
Pancia (non) piatta: i casi
Banalmente la pancia “all’infuori” evidenzia uno squilibrio della zona dell’addome. La nostra specie come tanti altri mammiferi evidenziano infatti proprio in questa località, quella addominale una delle più importanti per custodire le riserve di grasso, essenziali per la nostra sopravvivenza. In tutti i generi la pancia è di fatto dove va a posizionarsi l’accumulo di grasso.
Vero obiettivo del contesto fitness, nonchè uno dei primi e più richiesti quando si decide di applicare un programma atletico, la pancia piatta va considerata alla base in quanto un addome non perfetto. Ma è bene analizzare lo stato della nostra pancia che può evidenziare non solo una forma estetica sgradita alla nostra vista ma una condizione di salute non sana.
La forma più comune è quella definita dall’eccesso di pancia “flaccida” che evidenzia uno scompenso tra il grasso consumato e quello accumulato, se invece è più dura e localizzata si parla spesso di grasso viscerale, che evidenzia uno scompenso nella dieta in condizioni di tessuto adiposo che si trova nell’addome e può essere anche evidenziata in ascite, l’accumulo di liquidi.
Dimagrire
E’ ovvio considerare l’eliminazione del peso in eccesso per ridurre la pancia e portarla ad una piatta. Da sfatare il mito del dimagrimento localizzato, non esiste in quanto non è possibile concepire qualcosa del genere senza influenzare l’intero organismo, quindi possiamo concepire come abbastanza da sfatare i vari rimedi localizzati.
Non è praticamente possibile ottenere dei risultati forzando solo su esercizi o dieta, ma è necessario consultare uno specialista per capire come adeguare il proprio stile di vita. Per sommi capi si può definire con alcuni consigli, non significa per forza mangiare meno ma mangiare “meglio”, la pancia spesso evidenzia uno squilibrio tra i nutrienti.
Riduendo i carboidrati ed i grassi ed aumentando le proteine e le fibre facendo tendenzialmente più pasti ma meno ingenti e prolungati, riuscire a gestire lo stress (che può impattare in maniera importante sulla pancia), oltre all’importante condizione di bere a sufficienza e spesso, anche e soprattutto quando non abbiamo lo stimolo della sete.
Esercizi ma non solo
Come detto è inutile concentrarsi solo sulla zona addominale, ma è necessario prima di tutto evitare una eccessiva sedentarietà, in particolare gli esercizi di areobica, uniti ad una dieta più bilanciata, sono particolarmente efficaci, ad esempio la corsa, alcune forme di esercizi da palestra ma anche il ciclismo ed il nuoto hanno un notevole impatto su questo ambito.
E’ importantissimo anche evitare di perdere massa muscolare in quanto il metabolismo viene modificato in condizioni di questo tipo e favorisce l’accmulo della pancia, per questo come anticipato conviene sempre insistere su un apporto proteico sufficiente, riducendo i carboidrati raffinati (come la pasta ed il pane bianco) sostituendoli con varietà meno raffinate.
Essenziale fare ricorso a frutta e verdura proprio perchè oltre a stimolare il metabolismo questi alimenti non apportano un sostanziale apporto di grassi, al tempo stesso esercitano un controllo più semplice da seguire. Può essere una buona idea tenere conto dell’apporto calorico e della tipologia di zuccheri che integriamo (che non vanno eliminati in toto, ma regolamentati).
Gonfiore addominale
Caso a parte è il gonfiore addominale che è determinato non dal grasso ma dalla presenza di gas che non sono rilasciati o assorbiti a dovere dall’organismo, generalmente se il disturbo non è cronico viene considerato il tipo di dieta tra i principali colpevoli, ma se diversamente parlando è una costante questo può essere causato da vari ambiti.
Celiachia, sindrome del colon irritabile, stitichezza, anche difficoltà respiratorie (da valutare anche l’assunzione di aria durante il sonno) ma anche l’uso di determinati farmaci, che vanno a modificare il metabolismo. Anche questa non è una tematica da sottovalutare in quanto potrebbe “nascondere” altri disturbi ben più gravi per il nostro stato di salute.